I VINI BIOLOGICI D’ABRUZZO

L'eccellenza del vino biologico d'Abruzzo attraverso denominazioni rappresentative.

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I vini biologici
d’Abruzzo

I vini d’Abruzzo esprimono l’identità di un territorio unico, dove tradizione, qualità e sostenibilità si incontrano. Tra il Mare Adriatico e i massicci del Gran Sasso e della Maiella, il clima e la ricchezza naturale favoriscono la produzione di uve di eccellenza. Tutti i vini del progetto sono ottenuti da viticoltura biologica certificata e rappresentano la qualità, la biodiversità e l’autenticità dei vini biologici europei.

Scopri le caratteristiche e l’identità di ciascuna denominazione

VINI BIOLOGICI

Abruzzo DOC

Riconosciuta dal 2010 per identificare in modo diretto il territorio, questa denominazione tutela e valorizza i principali vitigni autoctoni regionali: Pecorino, Passerina, Cococciola e Montonico.

Con una produzione in costante crescita, unisce tradizione e innovazione, offrendo vini freschi, eleganti e moderni. Spiccano in questo ambito gli spumanti (sia Metodo Classico che Italiano), valorizzati dal prestigioso marchio consortile Trabocco per il metodo italiano, nati per conquistare visibilità sui mercati internazionali. Per garantire origine e qualità, tutte le operazioni di imbottigliamento devono avvenire tassativamente nella zona di produzione. In linea con il nuovo “Modello Abruzzo”, dalla vendemmia 2023 le prestigiose tipologie “Superiore” e “Riserva” sono prodotte esclusivamente all’interno delle quattro sottozone provinciali, con parametri qualitativi più severi e rese ridotte.

Anche i tempi di commercializzazione sono rigorosamente scanditi per esaltare l’affinamento: si va dal 1° dicembre dell’anno di raccolta per i bianchi base, fino al 1° novembre del secondo anno successivo alla vendemmia per la complessa versione “Rosso Riserva”.

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Cerasuolo-DOC
VINI BIOLOGICI

Cerasuolo d'Abruzzo DOC

Riconosciuto come denominazione autonoma dal 2010, è un punto di riferimento dell’enologia italiana tra i vini rosa. Il suo nome deriva dallo storico termine dialettale per la ciliegia (“cerasa”), di cui richiama il caratteristico colore.

Ottenuto per almeno l’85% da uve Montepulciano coltivate in collina (max 600-700 m s.l.m.), nasce da un’antica tecnica abruzzese di vinificazione in bianco o con brevissimo contatto con le bucce. Nella versione “base” (resa max 15 t/ha, minimo 12% vol.) regala profumi fruttati e fini, uniti a un sorso secco, morbido e armonico dal retrogusto mandorlato.

Dalla vendemmia 2023, la tipologia “Superiore” viene prodotta esclusivamente nelle quattro sottozone provinciali (Colline Teramane, Colline Pescaresi, Terre di Chieti e Terre Aquilane). Questa versione eleva lo standard qualitativo riducendo le rese a un massimo di 13,5 tonnellate per ettaro. Richiede inoltre un affinamento obbligatorio di almeno cinque mesi, con immissione al consumo consentita solo a partire dal 1° aprile successivo alla vendemmia.

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Controguerra DOC

Riconosciuta nel 1996, è stata la prima denominazione abruzzese a valenza locale, limitata a soli 5 comuni della provincia di Teramo al confine con le Marche. Si distingue per un’impostazione innovativa che coniuga i vitigni locali (Passerina e Pecorino) con i grandi internazionali (Cabernet e Merlot).

Con circa 3.000 ettolitri l’anno, vanta anche il primato regionale per l’introduzione dello Spumante Metodo Classico (minimo 18 mesi sui lieviti, 24 per il Millesimato), oltre a produrre versioni Novello e Passito. Quest’ultimo, se invecchiato per 30 mesi in piccoli caratelli, ottiene la prestigiosa menzione “Annoso”.Il disciplinare prevede rese massime di 12 tonnellate per ettaro per i rossi e i rosati, e di 14 tonnellate per i bianchi, con una gradazione alcolica media di 12-12,5% vol.

I tempi di commercializzazione sono precisi: i bianchi e i rosati escono dal 1° gennaio successivo alla vendemmia, i rossi dal 31 marzo, mentre il raffinato “Rosso Riserva” richiede un invecchiamento minimo di 24 mesi (di cui 6 in bottiglia) a partire dal 1° dicembre dell’anno di raccolta.

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Montepulciano-DOC
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Montepulciano d'Abruzzo DOC

Riconosciuto nel 1968, è il vino simbolo dell’Abruzzo: rappresenta l’80% delle denominazioni regionali ed è tra i primi cinque vini DOC d’Italia. Prodotto da vigneti collinari (max 600-700 m s.l.m.) con rese entro le 15 tonnellate per ettaro, prevede un uvaggio minimo dell’85% di vitigno Montepulciano, storico vitigno a bacca rossa presente nella regione fin dal Settecento.

Nella sua versione “base” (gradazione minima 12% vol., in commercio dal 1° febbraio successivo alla vendemmia) regala un sorso immediato e piacevole, ricco di profumi di viola, ciliegia e frutti di bosco.

Dalla vendemmia 2023, le prestigiose tipologie “Superiore” e “Riserva” sono prodotte esclusivamente all’interno di specifiche sottozone provinciali (come Terre dei Vestini, Casauria, Teate o Terre dei Peligni), caratterizzate da rese più basse e standard qualitativi più elevati. La versione “Superiore”, affinata per almeno sei mesi (minimo 12,5% vol.), evolve verso un colore rosso rubino intenso con sfumature granate, sprigionando note complesse di frutti maturi e spezie per un sapore secco, armonico e giustamente tannico.

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Trebbiano d'Abruzzo DOC

Riconosciuta nel 1972, è la seconda denominazione regionale e il bianco simbolo del territorio, con radici storiche che risalgono al XVI secolo. Coltivato in colline entro i 600-700 m s.l.m. con rese massime di 17 tonnellate per ettaro, è ottenuto per almeno l’85% dalle varietà Trebbiano abruzzese e/o toscano.

Nella versione “base” (minimo 11,5% vol.) si presenta di colore giallo paglierino, fresco e piacevole, con profumi intensi e delicati e un sapore sapido e armonico dal retrogusto leggermente mandorlato.

Sorprendentemente longevo se maturato in botti di rovere, dal 2023 valorizza la sua eccellenza con le tipologie “Superiore” e “Riserva”. Queste versioni sono prodotte esclusivamente nelle quattro prestigiose sottozone provinciali (Colline Teramane, Colline Pescaresi, Terre di Chieti e Terre Aquilane), che applicano parametri qualitativi più severi, una gradazione minima del 12% vol. e rese ridotte a un massimo di 14 tonnellate per ettaro per esaltare al massimo la struttura del vino.

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Villamagna-DOC
VINI BIOLOGICI

Villamagna DOC

Riconosciuta dalla vendemmia 2011 grazie alla determinazione di un piccolo gruppo di produttori della collina teatina (Chieti), questa giovane denominazione è nata per dare vita a un grande vino rosso da sole uve Montepulciano.

Con una produzione media di circa 3.000 ettolitri l’anno, rappresenta un modello di viticoltura d’eccellenza, capace di imporsi rapidamente per la sua straordinaria struttura. Il disciplinare, molto restrittivo, impone una resa massima di 12 tonnellate per ettaro e una gradazione alcolica minima importante: 13% vol. per la versione base e 13,5% vol. per la riserva.La commercializzazione segue tempi precisi per garantire la massima complessità.

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Colline Teramane DOCG

Nata come prima DOCG d’Abruzzo nel 2003, questa denominazione custodisce l’identità e l’eccellenza vinicola del territorio teramano. Prodotto da vitigno Montepulciano (minimo 90%) con rese ridotte a 9,5 tonnellate per ettaro, l’intero ciclo produttivo – dalla vinificazione all’imbottigliamento – è rigorosamente circoscritto alla zona d’origine a tutela della sua autenticità. Dopo un invecchiamento obbligatorio si rivela un vino di grande struttura e complessità, ideale per il medio-lungo affinamento.

Dal colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, sprigiona profumi di frutti rossi maturi e spezie, offrendo al palato un sorso secco, armonico, giustamente tannico e con una gradazione minima di 12,50% vol.

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Terre d’Abruzzo IGT

Riconosciuta dall’Unione Europea nel 2024, questa nuova IGT completa il “Modello Abruzzo” superando i vecchi localismi provinciali per dare vita a un’unica e forte identità regionale. Con un potenziale di oltre 500 mila ettolitri, raccoglie l’eredità storica del territorio offrendo un’amplissima scelta: ben 33 vini da vitigno e numerose tipologie che spaziano dai classici rosso, bianco e rosato, fino ai frizzanti e ai passiti. Le rese massime sono fissate a 26 tonnellate per ettaro per i bianchi, 24 per rossi e rosati, e 22 per i vini con indicazione di vitigno.

Ideale per i consumatori moderni e per i momenti di convivialità meno tradizionali, questa denominazione si distingue per vini freschi, fruttati ed eleganti. Di grande interesse sono le innovative tipologie nate dall’unione di due, tre o quattro varietà di uve, i cui parametri qualitativi fanno riferimento a quelli della varietà principale presente nell’uvaggio.

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